<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Sant'Apollinare
Comunità parrocchiale di
SANT'APOLLINARE
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aprile 2009

 

C'è qualcosa di nuovo... oggi


Avverto sempre con grande trepidazione la sproporzione tra la celebrazione dei riti pasquali e il loro reale riverbero nella esistenza concreta della comunità credente.

Tanta stanchezza, stucchevoli frasi fatte, convenzionalismi obsoleti, noiose tiritere ai limiti della sopportazione…

E’ questa la forza potente della risurrezione che ha cambiato le sorti dell’uomo e del mondo? Saremo noi i testimoni del risorto?

“Voglio cantare al Signore finché ho vita, cantare al mio Dio finché esisto (Salmo)”

La Pasqua è perenne novità di vita, la sua forza si estende sull’intera vicenda umana; la vita del Risorto attraversa la nostra storia, nella sofferenza e nella morte che ancora la caratterizzano, e la apre alla speranza della gloria. San Paolo, nella lettera agli Efesini, ci invita a cogliere la dimensione di gratitudine che deve caratterizzare la vita del credente:
“Fratelli, fate molta attenzione al vostro modo di vivere, comportandovi non da stolti, ma da saggi, facendo buon uso del tempo, perché i giorni sono cattivi. Non siate perciò sconsiderati, ma sappiate comprendere qual è la volontà del Signore.

E non ubriacatevi di vino che fa perdere il controllo di sé, siate invece ricolmi dello Spirito, intrattenendovi tra voi con salmi, inni, cantici ispirati, cantando e inneggiando al Signore con il vostro cuore, rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo” (Ef. 5,15-20)

La risurrezione di Cristo è davvero l’unica realtà che conta e dà senso alla nostra esistenza.

Attorno a noi c’è sempre tanto buio, c’è la notte della violenza, dell’egoismo, della sopraffazione; ma questa notte viene sconfitta dal “sole di giustizia”, dalla luce del Signore risorto e ogni creatura ha la possibilità di essere inondata da questa luce: Dio ci fa passare dalla notte e dalla oscurità della morte alla luce della vita.

La Pasqua del Signore rivela la solidarietà del Dio vivente con l’umanità e ci apre alla incredibile comunione con Lui.

“I giorni sono cattivi”, ci ricorda Paolo, ma i nostri comportamenti, il nostro modo di vivere, devono far trasparire la saggezza, non la stoltezza rendendo continuamente grazie a Dio Padre per ogni cosa perché non ci ubriachiamo di vino che fa perdere il controllo di sé, ma siamo ricolmi dello Spirito che conforma a Cristo la nostra vita.

Lo Spirito è il frutto della nostra morte e risurrezione di Gesù che porta a compimento, a pienezza, il desiderio di Dio: non ci dona più qualcosa, ma se stesso, la sua vita in noi.

Come ci inebria questa realtà? Come la testimoniamo in questi “giorni cattivi” ?

Siamo veramente grati al Signore per questo incredibile evento ?

C’è qualcosa di nuovo…oggi…nel mondo…

Lo Spirito rinnova la faccia della terra.

E’ la nuova creazione, aperta alla comunione, alla comprensione, alla possibilità di capirsi che supera le incomunicabilità di Babele.

Ma forse noi spesso parliamo ancora le nostre lingue, tentiamo di incapsulare lo Spirito nelle nostre ideologie politiche e religiose, siamo pieni di ansie e di paure, ingabbiati nei nostri fatalismi…Quale fede trasmettiamo ? Quale novità testimoniamo?

C’è qualcosa di nuovo, oggi…nel mondo…

Instancabile, imprevedibile, irrompe nel mondo decrepito la potenza della Risurrezione, azione libera e sovrana di Dio che riaccende la speranza.

E noi, in tutte le terre umane ne dobbiamo essere annunciatori, annunciatori della “Buona notizia” che, se accolta, fa ancora oggi accadere l’impossibile: la comunicabilità, la comprensione reciproca, l’unità, oltre i compromessi e le infedeltà.

La speranza nasce dalla fedeltà di Dio espressa nella morte e risurrezione di Gesù: è una virtù teologale, dono di Dio, non facoltà dell’uomo.

E’ pasqua sorelle e fratelli: è possibile passare dalla morte alla vita; è possibile ancora oggi l’esodo verso un nuovo modo di essere…è sempre l’oggi di Dio…

“c’è qualcosa di nuovo…oggi…nel mondo…”

don Vittorio