<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Sant'Apollinare
Comunità parrocchiale di
SANT'APOLLINARE
piazza S.Apollinare 7
20152 - Milano
telefono e fax 02-48911136
luglio 2008

 

Far crescere una mentalità...


Tante attività si vivono anche nelle parrocchie, ma sentiamo spesso ripetere che l’importante sarebbe recuperarne lo spirito. Anche nel nostro mondo si dice che “manca l’anima” che la frenesia dell’azione copre vuoti abissali.

Ritrovarsi nel mondo come credenti aiuta a non perdere queste dimensioni ed è pertanto compito peculiare della Chiesa vigilare per poter sempre “custodire il mistero”.

Essere credenti significa diventare “sentinelle del mattino” con lo sguardo attento a mettere sempre meglio a fuoco l’orizzonte per non correre il rischio della “perdita della memoria” o della “rimozione della storia”, per sopravvivere in una dimensione del “tutto e subito” che rifugge dalle “domandone” sul senso della vita e inventa irreali e improponibili modelli esistenziali che naufragano  in una realtà sempre più virtuale, assurda, disumana…

Anche per i cristiani questo “ripensamento dei modelli” è molto attuale: cristiani perché si va a messa, perché si è battezzati, perché non si fa niente di male, perché “ognuno ha la sua fede”, perché facciamo qualche “opera buona”… però forse anche cristiani che fan tutte queste cose ma non ripensano più la loro fede, i fondamenti della fede: formazione, catechesi sono sempre più improponibili, sembrano ormai un di più.

Un recupero certamente da operare è quello di crescere in una coscienza di essere Chiesa, popolo di Dio, che cammina dentro una storia concreta che sa “rendere ragione della speranza”, che la abita, che l’accompagna.

Ripensando la Festa della Comunità, appena celebrata il 25 maggio scorso, le domande che mi assalivano andavano un po’ in questa direzione. Una festa dovrebbe essere espressione di una comunità e questo, pertanto, obbliga sempre ad un ripensamento.

Sono certamente grandi i doni e le gioie che il Signore ci concede di cogliere. Abbiamo iniziato un cammino nel quale tanti sono coinvolti: vogliamo essere sempre più comunità cristiana qui e adesso con la gente concreta che vive qui nella nostra parrocchia.

La festa della Comunità è stata voluta come un momento specifico di fede e di Chiesa rispetto alla “Sagra di Baggio”: essa ha connotazioni differenti.

La festa della Comunità vuole essere un momento prevalentemente religioso, con lo scopo di ravvivare in tutti il senso dell’appartenenza e la gioia di stare insieme come cristiani, amati da Dio, per formare una comunità “visibile” che si lascia radunare dallo Spirito Santo, che insieme prega, ascolta la Parola, celebra l’Eucaristia, vive l’amore fraterno e pratica la carità.

Lo scopo della Festa è quello di comunicarci reciprocamente e gioiosamente questa cosciente consapevolezza: è pertanto comprensibile, quindi, quella sorta di accoramento per la sproporzione tra intenzioni e realizzazione concreta.

Tanti fratelli e sorelle “abitano” poco la festa: si preferisce, come si suol dire, “stare alla finestra” ad osservare, come se la festa fosse tutta nell’organizzazione e nella gestione che altri conducono.

Farebbe piacere vedere che tanti la vivessero di più come propria, che si spendessero di più per questa comunità, con maggiore grinta e impegno per far “vibrare” questa festa.

Se mettiamo più passione nel fare le cose, le difficoltà si superano riscoprendo che è “bello e gioioso stare insieme come fratelli” (Salmo 132).

Far crescere una mentalità…

La comunità è dono e compito: è il Signore che ci conduce nella “Costruzione della casa” se ciascuno di noi vorrà portare il proprio mattone.

Da qui in poi vogliamo ripartire e nel nome del Signore cercheremo di procedere.

Buona estate a tutti.

                                                                     

don Vittorio