L'eterno che si fa storia
Natale è sempre un forte invito ad essere uomini: senza illusioni,
senza falsi irenismi, senza quel falso ottimismo che si nasconde
dietro il faccione rassicurante dei babbi natali che narcotizzano
per una giornata la tragedia di una umanità smarrita e confusa.
L’Eterno si fa storia: non inganna, annuncia una gioia che
non è truffa o ipocrisia.
Realismo di un Dio che ripercorre i sentieri della nostra umanità,
che “assume la nostra carne mortale”,
che “porta il nostro peccato” donandoci la forza
di portare dietro a Lui la nostra croce in una sequela che si apre
agli orizzonti di una speranza non ingenua, nella luce della sua
risurrezione. Realismo cristiano, incarnazione, “propter nos
e propter nostram salutem” (per noi e per la nostra salvezza).
Grande è il signore in mezzo a noi.
Nella nascita di Gesù giungono a compimento le meraviglie
operate da Dio nella storia della salvezza.
Egli ci consola con il dono di se stesso e ci offre una comunione
personale con Lui: “Ecco Dio è la nostra salvezza…io
confiderò, non temerò mai…perché mia
forza e mio canto è il Signore…”
(Is 12,1-6).
Il cammino che deve percorrere una comunità cristiana deve
manifestare al mondo questa esuberante prospettiva di speranza.
La “nascita” di Cristo è prorompente novità attuale.
Maria e Giuseppe spalancano a noi la prospettiva di un affidamento
credibile e totale.
Dio chiede sempre di nascere e affida il proprio figlio Gesù e
il compimento delle sue promesse alla fede dei giusti.
Giuseppe ha piena fiducia in Lui e ne accoglie la sua volontà:
con la sua obbedienza confidente si compiono le Scritture.
Maria è per noi il modello inarrivabile. In lei noi ritroviamo
i ritmi di un itinerario credente.
Dentro di sé Ella accoglie la Parola, la fa acclimatare, ne
connette i tessuti, la custodisce col calore di un grembo materno
e permette a Dio di entrare nel nostro mondo, genera Cristo, lo partorisce.
Il nostro padre Sant’Ambrogio dice che questo è quanto
capita a ciascun credente: è chiamato dalla Parola a vivere
una vocazione, accoglie questo invito, custodisce la parola meditandola
nel suo cuore e col suo assenso permette a Dio di incarnarsi. L’incarnazione
di Dio continua nella testimonianza credente: ogni cristiano, obbediente
e fiducioso come Maria, “partorisce Cristo”.
Natale sempre
Natale in una Chiesa corpo di Cristo che vive nella storia; natale
nella nostra Chiesa ambrosiana in attento ascolto delle famiglie, tesa
a ritrovare possibilità e modalità per comunicare la
fede ed annunciare speranza; natale nella nostra comunità parrocchiale
e nel decanato, che stimola continuamente ad una pastorale d’insieme
soprattutto con le parrocchie di Sant’Anselmo e della Madonna
della Provvidenza.
In questo anno che è stato per noi carico di novità,
che ha visto l’avvicendarsi dei presbiteri della pastorale
giovanile col saluto a don Francesco ed il benvenuto a don Cristian
e a don Riccardo, che ha potuto vedere finalmente l’inaugurazione
della ristrutturata Scuola Madre Bucchi, dopo quella dell’anno
scorso del nuovo Oratorio San Luigi, noi avvertiamo prepotente il
bisogno di un rendimento di grazie per l’incessante dinamismo
di un Dio che ci viene incontro, che ci ricolma dei suoi doni e ci
chiede, a sua volta, di donare il nostro corpo, le nostre mani, i
nostri piedi, il nostro cuore perché Lui possa, ancora oggi,
incarnarsi nella nostra storia e rianimare la speranza nel mondo.
“Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani…
Cristo non ha piedi, ha soltanto i nostri piedi…”
per continuare il suo cammino nel mondo…
Noi siamo l’unica bibbia che il mondo sa leggere ancora…
siamo l’unico messaggio di Dio fatto in opere e parole…”
BUON ANNO A TUTTI … NEL SIGNORE.