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Sant'Apollinare
12 febbraio 2007 – ore 21
Presso la sala del nuovo Oratorio
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Comunità
parrocchiale di
SANT'APOLLINARE
piazza S.Apollinare 7
20152 - Milano
telefono e fax 02-48911136 |
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- Assenti giustificati:
don Cesare
Agostino G.
Rubert Franca M.
Sonia T.
-
Prima
dell’inizio dei lavori don Vittorio invita ad un momento di preghiera,
utilizzando dal Vangelo di Luca: Non avendolo trovato, tornarono in cerca
di lui a Gerusalemme" (Lc 2,45), e mettendo in risalto alcuni aspetti
della vita di Gesù nella sua "Sacra famiglia". La ricerca
di Gesù non è mai finita.
- Il verbale della
riunione del 27 novembre 2006 viene approvato all'umanimità.
- Tema prioritario
della serata è la lettera pastorale del Cardinale: "La prima
tappa del percorso pastorale ha come tema centrale quello dell'ascolto,
perchè è il primo passo dell'accoglienza e la condizione
necessaria per stabilire relazioni vive, significative, cordiali e rispettose
con le persone".
- Giuseppe A.
presenta i contenuti:
ha riletto la lettera e parla degli spunti che lo hanno colpito maggiormente
a Rho.
La prima cosa da sottolineare è la necessità dell'ascolto
come metodo e bisogna imparare ad utilizzare questo strumento nella vita
di tutti i giorni. Porsi in ascolto significa ritrovare lo spirito di
Gesù. Questa riscoperta ha come conseguenza quello di porsi delle
domande. Dall'ascolto della parola del Padre segue la capacità
di ascolto delle persone.
Chi parla per farsi ascoltare cerca un dialogo e quindi l'ascolto è
una possibilità di mettersi in dialogo, rivolto a prendere spunto
dalla parola di Dio.
Ricorda che il Cardinale sottolinea che la parola di Dio deve essere per
noi guida in questo ascolto, che comporta come conseguenza la possibilità
di comportarsi secondo la parola di Dio.
Poi c'è il problema di che cosa ascoltare, senza perdere il contatto
con la realtà (invito ad ascoltare gli adolescenti, i fidanzati,
le giovani coppie con le loro problematiche di trovare il lavoro, trovare
casa, gli anziani, le persone che hanno lasciato il loro paese d'origine,
le coppie in crisi).
Ritorno alla dinamica del dono, in base al dono di Cristo.
Ricorda inoltre che il Cardinale parla delle attenzioni che dovrebbero
essere messe in pratica, che bisogna individuare per la concretezza del
cammino indicato.
- Don Vittorio
parla degli adempimenti che dovranno essere messi in pratica, per avviare
un coinvolgimento delle tematiche.
Al Cardinale, dice, interessa, nel percorso di tre anni, vedere una famiglia
missionaria.
Piste di lavoro per il Consiglio Pastorale:
anzitutto c'era una previsione che prevedeva l'ascolto delle
famiglie prima e all'interno della festa della famiglia.
Quest'anno dovremmo lavorare in una certa direzione:
accoglienza del dinamismo del Vangelo che va incontro alla vita, capacità
di ascoltare e di dire cose capaci di essere ascoltate. Il primo atteggiamento
da tenere presente è riconoscere la famiglia come luogo indicato
dall'amore di Dio.
La novità di questo nostro lavoro comune è un lavoro che
vorremmo tentare di vivere assieme, per portare dei reali contributi.
Aiuto reciproco, con una gradualità di passi, controllando se stiamo
facendo tutto quanto è possibile. Esperienza cristiana forte, sul
legame sempre più intenso che dovrebbe caratterizzare la realtà
cristiana.
Uno dei momenti più salienti è la Festa della Comunità,
prevista per il 27 maggio, che dovremmo preparare prima, stabilendo un
percorso di ascolto (educazione ragazzi, preparazione fidanzati, ascolto
delle famiglie) per arrivare ad una assemblea aperta. Dovremmo impostare
un lavoro per entrare tutti in questa dinamica. (Si parla di dare una
Bibbia alle famiglie, don Vittorio chiede dei suggerimenti).
- Maurizio C.
fa una sintesi sul lavoro di gruppo fatto a Rho.
Lo scopo era quello di far proprio il mandato del Cardinale sull'ascolto
delle famiglie. Si è partiti ricordando le varie esperienze con
cui ogni giorno veniamo a contatto.
Ci sono vari tipi di famiglie. Fondamentale è aiutare le famiglie
a prendere coscienza del loro modo di vivere. E' necessario che ognuno
di noi predisponga in maniera diversa.
Non sempre chi viene a parlare si aspetta una risposta: non dovremmo essere
noi a dare una risposta, ma aspettare che ci venga chiesta. L'ascolto
deve essere una cosa paritaria.
Particolare attenzione sull'ascolto dei più giovani, non bisogna
trascurare un rapporto diretto. Si ferma qui e lascia aperto il dibattito.
Nell'incontro di Rho, si era ipotizzato un CPP allargato ai vari gruppi
che lavorano già in parrocchia, per poi arrivare a maggio a una
assemblea aperta alle famiglie.
- Don Francesco
fa una riflessione sul punto 28 della lettera pastorale: per ascoltare
gli altri occorre anzitutto ascoltare sé stessi.
Partiamo per un'impresa per cui faremo molta fatica e quindi dobbiamo
imparare: siamo una comunità che prende sul serio l'intervento
del Cardinale di mettersi in ascolto con una prospettiva molto precisa,
molto impegnativa. Questo compito non è agevole, non è così
immediato. Qualche piccolo passo in parrocchia è stato fatto, come
la visita alle famiglie nel periodo natalizio, il questionario predisposto
dai tre presbiteri, la festa delle famiglie organizzata con le suore della
scuola Madre Bucchi.
- Riprendono gli interventi
dei consiglieri:
Sensazione di discrepanza tra ascolto e realtà. Chi dovrebbe venire
da noi a farsi ascoltare? Bisogna stare attenti a non prendere le cose
con leggerezza e bisogna essere disponibili e farci carico di drammi che
neanche ci immaginiamo. L'ascolto è una cosa impegnativa. Un'aspetto
dell'ascolto è la condivisione.
Bisogna far di tutto per aiutare le persone sia spiritualmente, che concretamente.
Piace molto l'invito del Cardinale di avere a cuore la situazione delle
altre persone, di riscoprire la dignità della persona.
Sono tante le problematiche, anche nei confronti di famiglie particolari
che ora forse verranno riconosciute. Non siamo qui a far sportello di
ascolto, bisogna riuscire a capire esattamente quello che ci è
richiesto dal Cardinale.
Occorre l'acquisizione di uno stile di comportamento.
L'ascolto significa coinvolgimento personale molto alto, ascolto vuol
dire portare l'amore di Dio.
Prima di iniziare l'assemblea delle famiglie, sarebbe forse il caso di
fare un incontro per ascoltarci tra di noi: magari dopo avremo le idee
più chiare.
Bisogna imparare ad ascoltare. Diamoci dei percorsi intermedi, un obiettivo
minimo che si possa raggiungere.
- La suora Missionaria
della Carità
parla dell'esperienza di ascolto della loro comunità: l'ascolto
è una cosa, il risolvere i problemi è un'altra cosa. Noi
ascoltiamo quali cristiani: chi chiede di essere ascoltato vuole sapere
chi si trova di fronte, vuole avere un minimo di fiducia verso l'altra
persona. Dobbiamo costruire queste relazioni di fiducia.
- Al termine dei vari
interventi don Vittorio dice che al prete in una parrocchia arrivano tante
richieste e 3 o 4 anni fa sono sorte delle realtà per ascoltare
le esigenze delle famiglie (Centri d'ascolto).
Si è capito che deve essere un lavoro condiviso.
Prima attitudine dei credenti è avere l'occhio attento a queste
cose. L'ascolto implica l'occhio attento, capace di individuare e condividere.
Come incontrare le famiglie: per fare l'ascolto occorre sapere dove dobbiamo
arrivare. Iniziare un lavoro di condivisione. Dobbiamo trovare il modo
di dire che l'amore di Dio è in mezzo a noi.
Anche il prossimo C.P.P. verterà su questo argomento.
- Festa della famiglia
del 28 gennaio: riconosciuta la scarsa partecipazione è stato suggerito
che dovrebbe essere assunta come punto importante della comunità,
come momento di incontro, di amalgama.
Vi sono stati alcuni interventi anche su questo argomento, tra chi è
favorevole ad istituzionalizzare questa festa, sottolineando che deve
essere preparata prima come accoglienza, e chi è contrario, adducendo
che la gente non partecipa perché non si sente a suo agio, come
a casa.
- Inaugurazione nuova
Scuola Madre Bucchi.
Suor Emanuela ricorda che è una realtà parrocchiale, voluta
dall'allora parroco don Piero Greco.
E' una scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado, che
raccoglie bambini provenienti da tutto il decanato.
L'inaugurazione è
prevista per il 4 marzo (l'1 marzo è l'anniversario della morte
di madre Bucchi) e dovrebbe svolgersi così:
Venerdi 2 marzo ore
21,00 tavola rotonda: "Educazione: sfida, risorsa, passione?"
con interventi del dott. Lenzi, del dott. Biraghi e di un sacerdote, esperto
formatore.
Domenica 3 marzo ore 10,30 messa unificata
in parrocchia, poi visita alla scuola con taglio del nastro. Pranzo e
nel pomeriggio, spettacolo preparato dalla scuola su "L'educare".
- Corso biblico: iniziativa
forte per la Quaresima aperta a tutto il decanato.
- Proporre iniziative
di carità per le domeniche di Quaresima.
- Si chiede alle varie
Commissioni di aggiornare gli elenchi dei volontari.
- Prima riunione di
Giunta: lunedi 26 febbraio.
- Prossime riunioni
del C.P.P.
lunedì 12 marzo
lunedì 16 aprile
lunedì 14 maggio
lunedì 4 giugno