<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Sant'Apollinare
27 novembre 2006 – ore 21
Presso la sala del nuovo Oratorio
Comunità parrocchiale di
SANT'APOLLINARE
piazza S.Apollinare 7
20152 - Milano
telefono e fax 02-48911136

Assente giustificata: Sonia T.

Prima dell’inizio dei lavori don Vittorio ci invita ad un momento di preghiera.

Viene letto un brano della lettera di S.Paolo Apostolo agli Efesini e viene fatta una riflessione su quanto detto dal Card. Martini qualche anno fa circa l’attività del consigliere e su quanto il nostro Arcivescovo scrive nel percorso pastorale: “mi sarete testimoni” e cioè che “ogni cristiano deve essere sempre cosciente che il suo compito non può essere delegato ad altri, ma deve essere assunto e vissuto come assolutamente indispensabile per il bene di tutti”.

Don Vittorio presenta quindi Mons. Agnesi, parroco di Cesano Boscone, che in questo momento di inizio del Consiglio Pastorale, ci può dare un aiuto particolare, con qualche occasione di riflessione. Come diceva bene la lettura del brano di riflessione è importante la collaborazione, che deve essere valorizzata e orientata.

Si deve pensare ad un immagine della gente della parrocchia, con le sue diversità di condizioni. L’immagine è anche quella della Eucaristia della domenica.

Un primo modo di metterci dentro nel Consiglio Pastorale è anche quello di vedere che volto ha la comunità. Il cristianesimo non è finito, ma ci sono tanti modi di rapportarsi alla chiesa, tante modalità di rapporto. Bisogna capire quali ferite la gente si porta dentro, quali problemi ha alle spalle.

L’esperienza religiosa è vissuta in maniera diversa. Ci può essere una regolarità di presenza o anche pendolarismo e quindi la chiesa deve gestire queste varie esperienze.

La parrocchia è una comunità di vicinato, perché è formata da gente che vive nella stessa zona, quindi è una comunità coesa, che guarda a Gesù.

È importante che il Consiglio Pastorale possa rapportarsi in modo relazionale con la gente, con la finalità di rendere umani i rapporti con il maggior numero di persone.

Bisogna valorizzare le opportunità di fede che ci sono dentro le persone e bisogna immaginare una chiesa che maturi sempre di più la corresponsabilità del cammino.

Si deve cercare insieme che passi fare. È necessario superare le mentalità contrapposte tra persone e persone, tra gruppi e gruppi e cercare di mettersi in dialogo all’interno della chiesa.

Il Consiglio Pastorale può anche domandarsi che cosa vuole dire evangelizzare la fede, che cosa vuol dire essere testimoni, essere missionari.

Bisogna essere creativi nel dialogare e mettere le energie migliori nel vedere quali sono le necessità umane, della vita della famiglia, le tematiche degli adolescenti, l’incontro con culture diverse.

Il Vangelo può essere vissuto e testimoniato.

Bisogna farsi la mentalità di vedere le cose con uno sguardo ampio, bisogna diventare attenti agli altri.

Vi è la necessità di valorizzare e comprendere la bellezza delle varie vocazioni nella chiesa, a servizio della fede degli altri.

Bisogna cercare di tenere presente una realtà singolare, che si avvarrà del servizio di tutte le persone.

Al termine della relazione di Mons. Agnesi vi sono stati alcuni interventi da parte dei membri del Consiglio Pastorale:

1°) Si è accennato al discorso che la chiesa deve relazionarsi con le persone. Prima occorrerebbe cercare di relazionarsi all’interno, per esempio: ci sono gruppi che si accavallano tra di loro.

2°) Si è accennato che il dialogo è difficile con la gente per quanto riguarda i sacramenti.
Oggi non è più il tempo per la fede subita, ma della fede ragionata. La gente vuole delle risposte.

3°) È importante che la parrocchia possa essere una occasione di varie iniziative in cui ci si confronti sulla fede, in cui si parli delle cose capitate, in cui si facciano delle letture di testi da cui trarre spunti per la vita concreta.

Mons. Agnesi ha approfondito questi interventi con degli esempi pratici tratti dalla vita di tutti i giorni di una parrocchia.

Alla fine don Cesare ha chiesto a Mons. Agnesi qualche esperienza circa l’aspetto della apertura a forme nuove di accoglienza della fede a partire da culture diverse.

Mons. Agnesi ha sostenuto la necessità che si affronti la questione dell’interculturalità.

Nuove culture portano vivacità e freschezza, però la sfida è come rimanere cristiani.

Occorre anche da parte nostra un cambiamento di mentalità. Dobbiamo essere capaci di essere cristiani in una società multiculturale.

Bisogna sempre mettere al primo posto Gesù.

Don Vittorio ringrazia Mons. Agnesi, anche da parte di tutto il consiglio Pastorale, per la sua preziosa partecipazione a questo incontro.

La giornata di studio fuori parrocchia prevista per il 2 dicembre è stata sospesa e sostituita da un incontro per il giorno 11 dicembre presso la parrocchia di Sant’Apollinare (seguirà comunicazione a parte).