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Comunità
parrocchiale di SANT'APOLLINARE piazza S.Apollinare 7 20152 - Milano telefono e fax 02-48911136 |
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3.1 - COMPOSIZIONE
3.1.1
Composizione globale
Il consiglio pastorale decanale, secondo le disposizioni della cost. 164,
§ 2 del Sinodo diocesano 47°, che vanno attuate tenendo conto anche
del numero di parrocchie e di eventuali comunità pastorali o unità
pastorali appartenenti al decanato, è composto da:
a) “il decano, che lo presiede”;
b) “da una rappresentanza dei parroci,
degli altri presbiteri e dei diaconi che svolgono un ministero nell'ambito
del decanato per nomina dell'Ordinario diocesano”: per decanati fino
a 20 parrocchie circa può essere opportuna la presenza di tutti i
parroci, di una rappresentanza degli altri presbiteri e di una rappresentanza
degli eventuali diaconi; per i decanati al di sopra di 20 parrocchie circa
può essere sufficiente una rappresentanza dei ministri ordinati per
le tre categorie indicate; dovranno sempre far parte del Consiglio i presbiteri
e i diaconi il cui ministero è specificamente interparrocchiale o
decanale;
c) “da una rappresentanza dei consacrati
operanti nel decanato”: la rappresentanza va concordata tra le comunità
operanti in decanato e il Decano; in ogni caso è bene che non superi
un decimo del numero totale dei membri del Consiglio;
d) “da laici eletti da ciascuno dei consigli
pastorali parrocchiali” e degli eventuali consigli pastorali delle
comunità pastorali o delle unità pastorali: per decanati fino
a 10 parrocchie possono essere opportunamente due laici per parrocchia;
per i decanati al di sopra di 10 parrocchie è sufficiente un laico
per parrocchia;
e) “da un rappresentante di ogni commissione
o realtà ecclesiale esistente nel territorio”: spetta al Decano
individuarle e concordare con loro i criteri con cui procedere alla designazione
dei consiglieri di competenza. Si tratta solo delle realtà che operano
a livello sovraparrocchiale o extraparrocchiale, perché quelle che
sono inserite in una comunità parrocchiale o operano a livello di
unità pastorale trovano la loro rappresentanza nel decanato attraverso
i consiglieri espressi dai rispettivi Consigli pastorali;
f) “da alcuni membri scelti dal decano”,
con l’intento di favorire la rappresentanza dell'intero popolo di
Dio costituente il decanato, sia dei singoli fedeli (per esempio, riequilibrando
un eventuale sbilanciamento dei membri scelti dalle parrocchie a favore
di una certa fascia generazionale o la mancanza, sempre tra di essi, di
coppie sposate), sia delle realtà ecclesiali presenti in decanato.
L’attenzione alle diverse realtà presenti in decanato non dovrà
tuttavia condurre a un’indebita enfatizzazione del mero criterio di
rappresentanza, a cui deve essere preferita la ricerca di fedeli che si
mettono al servizio di un progetto di Chiesa nella realtà territoriale.
3.1.2
- Alcune precisazioni
Nello stabilire le rappresentanze di presbiteri, diaconi e consacrati -
di cui alle lett. b) e c) - si tenga conto che esse non devono superare
il 40 per cento dei membri del Consiglio. Non manchi inoltre un giusto equilibrio
all’interno del consiglio tra gli appartenenti ai due sessi.
Tra le diverse realtà ecclesiali - di cui alla lett. e) del punto precedente - sono necessariamente da comprendere le commissioni, le consulte, ecc. già presenti in decanato, le strutture operative proprie del decanato (ad es. i consultori familiari, i centri di assistenza) e l'Azione cattolica. Altre realtà da tenere presenti sono, anche se non gestite direttamente dal decanato, tutte le attività di ispirazione cristiana nel campo della scuola (collegi, scuole cattoliche), dell'assistenza (centro di ascolto e di accoglienza, gruppi di volontariato, case di riposo, comunità terapeutiche, ecc.), della cultura (centri culturali), della famiglia (consultori e gruppi familiari), ecc. Occorre prestare attenzione anche alle aggregazioni ecclesiali, presenti e operanti nel decanato.
Il membro del Consiglio pastorale
diocesano rappresentante il decanato è membro di diritto del Consiglio
pastorale decanale, finché dura il suo mandato a livello diocesano.
Sono da considerarsi membri di diritto anche i consacrati e i laici che,
in analogia con quanto già previsto per i presbiteri e i diaconi,
seguono un ambito della pastorale decanale o interparrocchiale a tempo pieno
e su incarico dell’Ordinario diocesano.
E’ opportuno, per garantire l’operatività del Consiglio, che il numero globale dei membri non superi le 70/80 persone. Si tenga presente che i consiglieri possono essere presenti a più titoli: un consacrato, ad esempio, può rappresentare in Consiglio le comunità di consacrati e, contemporaneamente, una scuola cattolica. Si evitino comunque organismi pletorici e nei decanati di maggiore estensione si valuti la possibilità di valorizzare anche momenti di incontro limitati alle diverse aree in cui è suddivisibile il territorio decanale.
Spetta al Regolamento di ogni Consiglio, approvato dal Vicario episcopale di Zona (cf. cost. 164, § 5), determinare la composizione precisa di ciascun Consiglio pastorale decanale.
3.2 - REQUISITI
Valgono le disposizioni contenute nel punto 2.1.3.2 del Direttorio per i Consigli parrocchiali, con la precisazione che la carica di consigliere comunale deve essere intesa in riferimento ai comuni compresi nel confini del Decanato. Il Decano ha la responsabilità di verificare che non siano Consiglieri persone che non abbiano i requisiti previsti.
3.3 - DURATA IN CARICA
“Il Consiglio pastorale decanale si rinnova ogni quinquennio” (cost. 164, § 2), di norma nella data indicata a livello diocesano. Il Consiglio non decade nel caso della sostituzione del Decano intervenuta prima della scadenza diocesana. I consiglieri sono rieleggibili più volte, anche se è opportuno favorire un loro avvicendamento.
I membri del Consiglio pastorale decanale, eletti dai Consigli pastorali parrocchiali (o di comunità pastorale, o di unità pastorale), restano in carica fino alla scadenza del Consiglio pastorale che li ha espressi.
Si perde la qualifica di Consigliere per il venir meno del titolo che aveva motivato l’ingresso nel Consiglio, per dimissioni o per decadenza. Le dimissioni di un membro del Consiglio pastorale dovranno essere motivate e presentate per iscritto al Decano. La decadenza è regolamentata al punto 4.3.2.
La sostituzione di un Consigliere avviene automaticamente con il subentro del nuovo titolare di un ufficio ecclesiale a cui è legata la partecipazione in Consiglio (ad es., qualora fosse prevista la partecipazione al Consiglio di tutti i parroci, il presbitero nominato parroco in sostituzione di un altro, subentra a questi anche in Consiglio pastorale decanale); negli altri casi spetta alla realtà ecclesiale o al Decano che aveva espresso il precedente Consigliere.