<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Sant'Apollinare
Comunità parrocchiale di
SANT'APOLLINARE
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Storia della Caritas del Decanato di Baggio dalle origini al 2005

 

La storia della nostra Commissione Caritas risale alle origini della Caritas Ambrosiana che si è presentata ufficialmente in diocesi con il 1° Convegno del maggio 1977 «Le Comunità cristiane di fronte all’emarginazione», al quale partecipa anche il nostro decanato.

Infatti il 10 ottobre di quello stesso anno il decano di allora, Don Sandro Antonietti, convoca gli operatori di carità delle parrocchie del decanato, che a quei tempi erano membri, in gran parte, delle S.Vincenzo e da allora, con incontri mensili si incomincia a conoscersi, a collaborare ed anche a conoscere le realtà sociali presenti nella zona.

In dicembre viene invitato il Direttore della Caritas Ambrosiana, Don Riccardo Pezzoni, che espone le finalità della Caritas, che sono essenzialmente  pastorali e non solo assistenziali e questi concetti, allora nuovi, cominciano ad entrare nelle nostre comunità.

In S.Apollinare c’è Don Renato Rebuzzini che guida un forte gruppo giovanile, molto impegnato socialmente e con la sua spinta propositiva viene organizzata, in gennaio/febbraio del 1980, la «Scuola Caritas» che ha come relatori Don Riccardo Pezzoni, Vodia Cremoncini, Don Raffaello Ciccone e Don Gino Rigoldi.

Alla scuola partecipano 200 persone, delle quali più della metà sono giovani di età inferiore ai 25 anni.

Terminata la scuola i giovani vorrebbero concretizzarla con qualche impegno tangibile, possibilmente verso i tossicodipendenti, ma i contrasti con la mentalità degli adulti e dei parroci, che vedono rischi eccessivi nell’impegno che è anche socio politico, crea una frattura che fa interrompere per due anni la convocazione della Caritas decanale.

Nel 1982, Don Raffaello Ciccone assume l’incarico di responsabile decanale e viene coadiuvato, come responsabile laico, da Galbiati Giuseppe.

Vengono riannodati i contatti e si ricomincia con incontri proficui di conoscenza delle realtà parrocchiali ed anche di quelle dei Servizi sociali (CTR, Centro Psicosociale, operatori per gli anziani)  e delle Commissioni della Zona (in particolare quelle dell’assistenza, degli handicappati e dei minori per il problema degli affidi).

Questo lavoro di lenta maturazione prosegue fino al 1986, anno del Convegno «Farsi Prossimo», che ha il pregio, con tutto il lavoro di preparazione svolto e la partecipazione al convegno stesso, di presentare il dovere della testimonianza della carità a tutti i membri delle comunità e non solo agli addetti.

Infatti si allarga la cerchia delle persone che intervengono agli incontri e nascono alcuni gruppi caritativi.

C’è un ritorno significativo dei concetti espressi nel convegno nelle comunità e la costituzione delle Caritas parrocchiali diventa un impegno ufficiale per tutte le parrocchie.

Dopo il Convegno, nel 1987 Don Renato Rebuzzini, assume l’incarico di responsabile decanale, che presenta un programma di lavoro molto articolato, dove si pone degli obiettivi pastorali, politici e culturali, partendo da alcune realtà individuate nelle strutture sociali presenti nella nostra zona.

Si affrontano i problemi più sentiti a quei tempi: quello degli handicappati (viene costituita l’Associazione il Gabbiano), quello dei malati terminali di AIDS per i quali si vorrebbe creare una comunità alloggio, ed anche quello  dell’inserimento nel mondo lavorativo di persone svantaggiate che difficilmente troverebbero una collocazione.

Su quest’ultimo argomento viene proposta a tutto il decanato la costituzione di una cooperativa, che viene creata con il nome di «Cooperativa Baggio Lavoro», ma che trova un appoggio iniziale solo da parte di tre parrocchie e che poi vive di vita propria in modo slegato dal decanato.

Don Renato ed i suoi giovani vorrebbero anche un progetto per i malati di AIDS, ma non ha la pazienza di convincere ed aspettare le comunità parrocchiali che non hanno il passo per condividere i progetti proposti.

Galbiati, che è il responsabile laico della Caritas decanale, non condivide, assieme agli altri membri della commissione, il metodo di lavoro proposto e da le dimissioni nel 1988, e da allora per i due anni successivi (1989 e 1990) la Commissione Caritas non viene più riunita.

Nel 1991 la responsabilità della Caritas viene affidata a Padre Giancarlo Guzzetti, che riprende le riunioni periodiche con l’impegno iniziale di  riannodare i contatti con le realtà parrocchiali; manca però la componente giovanile che ha continuato il proprio impegno al di fuori dai contesti parrocchiali.

Senza questa componente si ricomincia sui problemi più “normali” come quello degli anziani che nella nostra zona è un problema emergente.

Nel 1993 Suor Carla Farina, che è responsabile del Centro di Volontariato Vincenziano, assume l’incarico di responsabile “laico” della Caritas e viene organizzato, in collaborazione con A.V.U.L.S.S. (Associazione per il volontariato nelle Unità Locali dei Servizi Socio Sanitari), il corso «Solidarietà tra generazioni» rivolto a tutte le persone che sono impegnate nell’assistenza agli anziani;  il corso è stato molto partecipato anche da persone esterne alle parrocchie ed è servito a razionalizzare l’impegno verso gli anziani.

Negli anni successivi la responsabilità della Caritas, anche se formalmente viene affidata a due parroci (Don Lodovico Cerri 1994/1995 e Don Antonio Sfondrini 1995/1996), di fatto viene svolta dal decano Don Carlo Galli che vorrebbe allargare le problematiche della carità anche su temi diversi da quelli assistenziali e con la Commissione, organizza il Corso di formazione socio politico «Tra Carità e giustizia», che potrebbe interessare anche il mondo giovanile.

Il corso, che registra una buona partecipazione, si svolge in tre cicli: il 1° per la «conoscenza del territorio e della realtà di Baggio attraverso le trasformazioni storiche e sociali», il 2° per «l’ascolto e riflessioni sulla Parola di Dio circa la carità, la giustizia e l’azione politica», mentre il 3° per il quale viene invitato Don Egidio Casalone, responsabile zonale Caritas, viene ribadita e riproposta la necessità delle Caritas Parrocchiali e viene anche preso l’impegno di un segno concreto di testimonianza della carità da realizzare però con la condivisione di tutto il decanato.

Nel 1996 viene organizzato un altro corso per gli operatori verso gli anziani.

Con l’anno pastorale 1996/1997, Don Antonio Riva assume l’incarico di responsabile decanale e Robecchi Armando collabora con Suor Carla Farina a  condurre la Caritas decanale.

Sono anni nei quali si intensificano i rapporti con la Caritas Diocesana ed in particolare con quella zonale e si realizzano le varie proposte formative: Corso Caritas per responsabili parrocchiali e collaboratori (28 partecipanti di 7 parrocchie), Corsi Caritas parrocchiali (in 5 parrocchie con un totale di 70 partecipanti), Corso sull’ascolto (40 partecipanti di 8 parrocchie); si organizza la Veglia di preghiera decanale itinerante nelle varie parrocchie in occasione della Giornata diocesana della Caritas;  si organizzano conferenze decanali su temi importanti come il Debito internazionale, i Rifugiati politici, la tratta delle prostitute, l’Islam.

Sempre presente è l’obiettivo di realizzare un segno decanale di testimonianza della Carità da condividere in tutto il decanato e nel 1997 viene presentato in C.P.D. il progetto di una casa di accoglienza per anziani soli dimessi dagli ospedali, ma la proposta non trova il consenso necessario.

Si arriva all’anno del Giubileo (2000) e si percorre il cammino di riflessione «Caritas e Giubileo del 2000», con l’impegno di individuare i segni di prossimità evangelici presenti nella nostra zona;  viene percorso il cammino propostoci dalla Caritas, vengono individuati e invitati i segni di prossimità presenti sul territorio ed esterni ai gruppi caritativi parrocchiali a dare la loro testimonianza (Il Centro di Volontariato Vincenziano, il Gabbiano, i Samaritani, le Suore Poverelle, le Conferenze S.Vincenzo, Comunità Nuova e Happy Olmi) e soprattutto matura il progetto del segno decanale, che questa volta trova il consenso da parte di tutte le parrocchie del decanato.

Il progetto riguarda una casa di accoglienza per parenti di degenti presso gli ospedali vicini ed in particolare il S.Carlo e che abitano fuori Milano.

E’ stata costituita l’Associazione, con il Consiglio Direttivo nel quale sono rappresentate tutte le parrocchie aderenti.

L’appartamento che ci viene dato in affitto dalla parrocchia S.Apollinare viene attrezzato per ospitare fino a 7 ospiti e l’attività inizia nel novembre 2001, con l’ausilio di una quindicina di volontari che sono stati reperiti con una campagna di sensibilizzazione, in tutte le parrocchie, durante la quaresima.

Il segno non è rilevante, ma ha il pregio di essere condiviso da tutto il decanato e di richiamare i volontari da tutte le parrocchie e questo è importante perché vuol dire che è anche maturata una coscienza Caritas che si spera possa accrescere e consolidarsi.

Alla fine del 2000 Suor Carla lascia l’incarico di responsabile decanale che viene assunto da Robecchi Armando.

Nel 2001 il nostro decanato viene scelto dal Comune e dalla Caritas per un servizio di distribuzione dei pasti agli anziani soli durante il mese di agosto; viene lanciato un appello per ricercare i volontari e anche per questa iniziativa si trovano una ventina di volontari che coordinati dall’Anna Sandrin che diventa la referente del progetto anziani, svolgono con successo l’esperimento.

In seguito il servizio diventa continuativo ed è tuttora attivo.

Resta la soddisfazione di essere riusciti, nell’anno 2001, a reperire una quarantina di  volontari, a dimostrazione del buon lavoro svolto di sensibilizzazione ed anche del richiamo positivo che suscitano le iniziative della Caritas.

Continuano in questi anni le attività di formazione in decanato utilizzando i sussidi proposti annualmente dalla Caritas, le Veglie decanali in occasione delle giornate diocesane Caritas ed anche i cicli di conferenze che nel 2002 riguarda il tema “Potenzialità e sofferenze della famiglia”.

Il 2003 è l’anno della guerra in Iraq ed il tema della pace sollecitato dal Papa Giovanni Paolo II diviene per la Caritas un impegno prioritario.

Nel nostro decanato è stata l’occasione per cercare di allargare la presenza della Caritas sul territorio ed anche di confrontarci con le varie realtà associative, molto diverse dai nostri principi, ma sensibili al problema della pace.

Viene preparato e firmato un documento comune che viene approvato anche in Consiglio Pastorale Decanale e distribuito in tutte le parrocchie.

I contrasti ci sono stati e le difficoltà non sono mancate, ma è dimostrato che quando l’argomento è importante si possono superare le considerazioni di prudenza e di schieramento politico.

Vengono organizzate due marce della pace, distribuite bandiere della pace e vengono fatte due assemblee, al CTS degli Olmi, sul tema “Le ragioni della pace, la follia della guerra, con la partecipazione di don Renato Sacco di Pax Christi e di Teresa Strada di Emergency, con la partecipazione di circa 400 persone.

La collaborazione continuerà anche nei due anni successivi con altre tre conferenze  e iniziative soprattutto per gli immigrati.

Nel settembre 2003 Don Mario Maggioni subentra a Don Antonio Riva nel ruolo di responsabile prete ed è anche una occasione, tramite un corso di formazione diocesano, di ricambio nel ruolo di responsabile Caritas in tre parrocchie (Madonna Divina Provvidenza, S.Anselmo e S.Apollinare).

Dal 2004 vengono presi in considerazione soprattutto due argomento: i Centri di Ascolto ed il Disagio psichico.

Sul primo viene organizzato un Corso decanale per operatori dei CdA che viene preceduto da due incontri per la raccolta e la verifica delle relazioni sulle situazioni nelle cinque parrocchie che hanno questo servizio.

La partecipazione  è elevata: 41 persone provenienti da 7 parrocchie del decanato.

Nell’anno successivo viene dato seguito al corso con altri due incontri formativi sulle modalità di assistenza agli anziani da parte dei Servizi Sociali e Sanitari del Comune.

Sul disagio psichico, dopo aver approfondito il problema e avere scoperto che è un bisogno che ha dimensioni molto più grandi di quanto pensassimo è stata costituita una commissione per dare una risposta concreta.

Dal settembre 2005 Maurizio Setti subentra ad Armando Robecchi nel ruolo di responsabile laico.

 

Armando Robecchi
11 maggio 2009