<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Sant'Apollinare
Comunità parrocchiale di
SANT'APOLLINARE
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Premessa dal Sinodo 47°

50. Il rinnovamento del ministero liturgico

§ 1. L'azione di salvezza che Cristo ha compiuto è resa presente ed efficace per mezzo della liturgia celebrata dalla Chiesa. Questo ministero richiede una rinnovata riflessione sulla sua importanza e sulla necessità di iniziative rivolte, come già proponeva il Concilio Vaticano II, a suscitare, proprio attraverso la riforma liturgica, il fervore di una nuova vita personale e comunitaria.

§ 2. Tutto questo, però, rimane ancora un traguardo da raggiungere. È quindi necessario riscoprire il significato della liturgia per la fede e la vita dei cristiani: ciò comporta, in particolare, il superamento delle difficoltà dello stesso linguaggio liturgico e l'educazione dei cristiani a vivere la liturgia come momento distinto, ma non separato, dalla propria esistenza cristiana.

§ 3. Per queste ragioni la Chiesa di Milano intende rinnovare le forme del ministero della liturgia attorno a queste priorità:
1) L'Eucaristia, centro della vita della Chiesa e della sua missione;
2) La domenica e l'anno liturgico;
3) I sacramenti nel cammino di fede del cristiano;
4) La liturgia tra riforma e formazione liturgica.
Tali priorità emergono, tra l'altro, dal cammino pastorale compiuto in questi anni dalla diocesi e dall'esperienza spirituale e pastorale che deriva dalla continua attenzione della comunità cristiana ad accogliere il rinnovamento promosso dal Concilio Vaticano II.

 

52. La "sapienza celebrativa"

§ 1. Per aiutare i fedeli a riscoprire e a vivere la centralità dell'Eucaristia nella vita e nella missione della Chiesa è necessario mettere in atto una vasta gamma di interventi pastorali. Tuttavia, il primo passo per realizzare questa educazione complessiva è il rinnovamento della celebrazione dell'Eucaristia e, analogamente, di tutte le altre azioni liturgiche.

§ 2. La celebrazione eucaristica, come ogni altra celebrazione liturgica, ha la sua struttura e un suo insieme di parole, di gesti, di riti e di preghiere, che una sapienza celebrativa è tenuta a rispettare e valorizzare. Tale sapienza celebrativa comporta: l'attuazione di tutte le condizioni che possono aiutare l'assemblea a contemplare e a vivere il mistero che si celebra, la conoscenza e il rispetto delle premesse e dei testi dei libri liturgici, l'attenzione alle diverse tipologie dell'assemblea, la preparazione remota e prossima della celebrazione, la scelta pertinente tra le diverse possibilità celebrative offerte dai libri liturgici e la predisposizione dei ministri necessari. La sapienza celebrativa non deve essere attenzione del solo presidente ma anche di coloro che svolgono un ministero nella celebrazione.

§ 3. È necessario svolgere con cura e dignità le azioni liturgiche, cosicché tutti siano aiutati a raggiungere l'esatta percezione di quanto avviene, attraverso la trasparenza della celebrazione piuttosto che per mezzo di eccessive spiegazioni.

§ 4. La celebrazione dell'Eucaristia, inoltre, manifesti nel modo più opportuno il suo rapporto con i grandi problemi dell'esistenza umana e gli avvenimenti più significativi del momento in cui essa si svolge.

 

54. La partecipazione ai ministeri

§ 1. All'assemblea liturgica, ciascuno è convocato con i propri doni e carismi. Ogni comunità provveda a dotarsi di tutti quei ministeri di cui ha bisogno per la sua missione. Essi nascono dall'Eucaristia e confluiscono nei molteplici servizi di tutta la vita pastorale.

§ 2. Alcuni ministeri riguardano la stessa celebrazione liturgica. Tra questi si distinguono il ministero di:
a) presidenza: appartiene ai ministri ordinati (vescovo, presbiteri, diaconi); i laici possono svolgere funzioni di presidenza, in alcuni casi, specialmente nelle parrocchie senza presbiteri;
b) commentatore o voce guida: aiuta la presidenza con interventi discreti e precedentemente preparati;
c) animatori del canto e della musica: coro e direttore, organisti e strumentisti. Con il loro servizio aiutano l'assemblea a celebrare il mistero con un più profondo coinvolgimento emozionale e spirituale;
d) ministranti: il loro ruolo dovrebbe essere ricoperto non solo da ragazzi e ragazze, ma anche da giovani e adulti;
e) lettori e salmisti: essi sono chiamati a proclamare la Parola di Dio e, perciò, il loro ministero è degno della massima cura. Il ministero di lettori sia affidato a fedeli adulti, giovani, o adolescenti dopo la professione di fede. Per tutti si preveda una adeguata preparazione biblica, liturgica e spirituale. Lettori e salmisti si preoccupino di conoscere per tempo il brano che devono proclamare, così da poter svolgere il loro servizio con buona capacità espressiva e in modo che tutti possano seguire e comprendere;

g) addetti all'accoglienza: soprattutto nei casi di grande affluenza, assicurano alla celebrazione un tono caldo e familiare e ne garantiscono un ordinato svolgimento;
h) addetti alla raccolta delle offerte: ritengano il loro compito come servizio liturgico e come parte previa al rito della presentazione dei doni.

§ 3. La presenza di tutti questi ministeri sia, per quanto possibile, adeguatamente prevista e sostenuta in ogni comunità: si individuino le persone adatte; se ne curi la formazione anche mediante le scuole per operatori pastorali; se ne organizzi il servizio secondo congrue scadenze.